Fasano (Fi): «Migliorare le condizioni di sicurezza degli operatori sanitari»

«Ho manifestato telefonicamente la mia vicinanza e pieno sostegno al presidente dell’ordine degli infermieri di Salerno e componente del Comitato Centrale FNOPI, Cosimo Cicia che nei giorni scorsi è stato ascoltato dalla XII commissione della Camera dei Deputati per discutere dei possibili miglioramenti da apportare alla legge sulla sicurezza per le professioni sanitarie». A dirlo è il deputato di Forza Italia e coordinatore provinciale di Salerno, Enzo Fasano. «Le recenti aggressioni avvenute nell’ospedale “Ruggi” di Salerno confermano la criticità di un’emergenza che, ormai, ha assunto rilevanza nazionale. Al presidente Cicia ho manifestato la mia disponibilità ad affiancare gli operatori sanitari in questa battaglia per il miglioramento delle condizioni di sicurezza. È ineludibile che ci sia bisogno di una legge a tutela di chi, ogni giorno, è in campo per salvaguardare la vita di tutti noi. Garantire loro sicurezza nei luoghi in cui esercitano la professione è un atto di civiltà, oltre che un segnale importante che deve arrivare da questo Paese».

Tra le possibili modifiche proposte in Commissione dal presidente dell’ordine degli infermieri di Salerno, figurano: tolleranza zero verso la violenza nelle strutture sanitarie e inasprimento delle pene; regolamentare l’uso dei social nei luoghi di lavoro; snellimento delle attese stressanti in pronto soccorso con meccanismi di smistamento alternativi; pene più severe per chi aggredisce verbalmente e fisicamente un professionista sanitario donna sul luogo di lavoro; maggiore formazione del personale nel riconoscere, identificare e controllare i comportamenti ostili e aggressivi prevedendo anche appositi corsi Ecm; maggiore informazione e formazione perché siano denunciate da tutti e in modo chiaro le azioni di ricatto e le persecuzioni nell’ambiente di lavoro rispetto alla posizione e ai compiti svolti; predisposizione di un team addestrato a gestire situazioni critiche; stabilire procedure per rendere sicura l’assistenza domiciliare prevedendo anche la comunicazione a un secondo operatore dei movimenti per una facile localizzazione; evitare che i professionisti sanitari effettuino interventi domiciliari da soli; riconoscere lo status di pubblico ufficiale, ritenendolo strumento indispensabile per arginare le violenze; inserire la predisposizione delle opportune misure per la sicurezza degli operatori sanitari e per prevenire quanto più possibile atti di violenza tra gli obiettivi individuali del Direttore generale dell’azienda.

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